
essere ad una riunione di lavoro e sentirsi chiedere: "conosci qualcuno che fa sanremo? dobbiamo beccare il tipo giusto cui fare indossare le crocs. elio sarebbe fantastico ma fa il dopofestival. ci serve qualcuno che salga sul palco dell'ariston... con le crocs invernali, quelle con il pelo..."
mac ha risposto "provo a chiedere in giro e magari ti faccio sapere" ma intanto pensava:
"se avessi il coraggio di fare un lavoro vero - e non questo mestiere da froci - farei il camionista.
perché penso che mi piacerebbe macinare chilometri, pensando ai cazzi miei, a bordo di un bestione.
ogni tanto mi fermerei per guardare fiero il mio scania, sapendo che al mondo mi capisce solo lui.
scenderei in canotta e zoccoli (altro che crocs) a pisciare all'autogrill e farei rintronare quei cessi con scoregge devastanti.
di quelle che strapperebbero un applauso anche ai colleghi moldavi.
scherzerei con chiunque e parlerei di figa più o meno come si fa in tutti i lavori del mondo, solo che conoscerei molto meglio l'argomento.
la sera farei lunghe telefonate a casa per raccontare ai bambini delle storie incredibili prima di metterli a nanna.
e poi dormirei in un parcheggio in dogana e mi sveglierei bestemmiando per il freddo.
oppure guiderei tutta la notte per rispettare una consegna, bevendo caffè ad ogni bar.
avrei un conto aperto con tutti gli automobilisti.
soprattutto alle audi, chiuderei sempre la la porta in faccia, piazzandomi sulla corsia di sorpasso per delle ore.
intanto guarderei la tv montata sul cruscotto, perché la mia cabina sarebbe un soggiorno con angolo cottura.
stando sempre attento agli sbirri, che poi non sono tutti infami perché vivono in strada come noi.
ascolterei gigi d'alessio, come faccio già adesso, ma senza dovermene vergognare.
e darei appuntamento con il CB a gente tipo "nano malefico" o "cavallo pazzo" per bere insieme una birra a binasco.
guarderei rassegnato la coda di tir che devono scaricare prima di me nel piazzale della coop e mi chiederei chi cazzo è quel pirla che, in pantaloncini, con questo freddo, passa correndo in mezzo a una fila di camion.
mi basterebbe poco per sentirmi a casa: la faccia di un benzinaio conosciuto, due chiacchiere sul gol in fuorigioco, le tette di una cameriera, un bel panino con la mortadella dopo un lungo giro all'estero.
e magari diventerei amico di qualche puttana perché, quella, forse, potrebbe essere l'unica droga che mi concederei.
e poi mi piacerebbe ritrovarmi in pieno luglio a risolvere i guai di una famigliola in vacanza.
del tipo moglie isterica, papà al cellulare che prova a rintracciare un carro attrezzi, e i figli che mi guardano cambiare una gomma della loro monovolume come si cambia un cd.
insomma, passerei una vita difficile ad eseguire compiti semplici come andare da A a B.
caricherei bancali di merce a bratislava per consegnarli a casarano.
prenderei su un container a gioia tauro e lo porterei dritto dritto a copenaghen.
lì mi fermerei due giorni, per vedere che aria tira, e scoprirei che la nuova merce va ritirata a rotterdam e scaricata a genova, che la nave sta già aspettando.
penso che se fossi camionista mi piacerebbe andarmene un po' ovunque,
tranne che a sanremo".