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sabato 29 marzo 2008

il mestiere più antico del mondo



all'inizio è difficile abituarsi all'idea che i clienti non si possano scegliere.
vorresti solo quelli giovani e fighi, i più "trasgressivi".
invece, ti tocca andare con chi capita e fare anche finta che ti piaccia.

poi, con il tempo ti abitui a tutto, e capisci che i clienti che possono davvero arricchirti sono i più grassi ed anziani: pronti a pagarti uno sproposito per un lavoretto che potrebbero benissimo farsi fare dalla segretaria o dall'ultima delle stagiste. ma sono fatti così: tremendamente noiosi, non apprezzano le tue fantasie e mortificano tutti i tentativi di rendere più "piccante" questo mestiere. niente di strano che ti paghino per farsi da soli delle cose che hanno già in mente, ché in pratica tu devi solo stare a guardare e farli godere dicendo le parole giuste al momento giusto.

sono i trucchi del mestiere, che si imparano solo dopo tanti anni di esperienza.
ma, più tempo passi sul marciapiede, più ti ritrovi a rimpiangere l'entusiasmo, la spensieratezza, l'energia, la voglia di fare degli inizi.
perché sai che quella verginità non ritornerà più.

ma che male, le prime volte, ad andare con quelli con il logo troppo grosso.

sabato 29 dicembre 2007

Attenti al Loop




cazzeggiando con garage band mac ha realizzato un intero album di mash-up, remix e composizioni originali (molto originali...).

di questo disco Vincenzo Mollica (famoso per le sue critiche sempre inflessibili ed intransigenti) ha detto al TG1: "Straordinario, emozionante, sublime. Sono questi i primi aggettivi che vengono in mente per descrivere Attenti al Loop, album di esordio di Mac+ (un vezzo da grande autore questo di aggiungere un "più" al proprio pseudonimo), artista che per genialità potremmo accostare a talenti quali Moby, DJ Francesco o Beethoven, paragone quest'ultimo lusinghiero e tuttavia limitante, così come è limitante definirlo semplicemente guru della chemical braindance. Ci regala un vero capolavoro e non poteva essere diversamente".

questa la tracklist.

01. A Broken Dream
02. Una bambina in bianco e nero
03. Let's Hold On
04. Outsider
05. Attenti al Loop
06. Imbranato
07. Compitino
08. Delicate Times
09. Schitarra
10. Blister in the Fun
11. Love for Rock and Roll
12. We Will Shock You

gli mp3 possono essere scaricati da qui (39MB) o ascoltati su youtube.
ovviamente, come tutte le cose più divertenti, tutto ciò è assolutamente illegale.

questo l'ho fatto io




oggi mac ha aperto un blog.
una volta lo aveva già fatto, ma non ci aveva mai scritto nulla.
effettivamente mac non ha molto da dire al mondo.

forse potrebbe raccontare un po' di cazzi suoi, robe che non dice mai a nessuno. ma non è nel suo stile, dato che la maggior parte delle cose è abituato a tenersele dentro.

mac ha pensato di chiamarsi mac perché la maggior parte delle cose che fa, le fa con il suo mac. anche oggi, sta passando l'ennesima giornata davanti al video.

dentro il suo portatile ci sono tutti i suoi lavori (ed il lavoro che fa, non avrebbe potuto farlo senza il suo mac) ma, se analizziamo il suo HD con un grafico a torta "i file del lavoro" sono una fettina da modella anoressica contro quantità industriali di GB che rappresentano invece il resto della sua vita.

una cosa che mac avrebbe da sempre voluto fare è suonare.
potendo scegliere: la chitarra.
ma si sarebbe accontentato anche di pianoforte, o cose da sfigato tipo il violino. la batteria no perché è da fuori di testa.
una volta gli avevano detto che imparare il basso è una cagata e che ti permette facilmente di entrare in un gruppo perché i bassisti sono rari come i portieri a calcio.
ma a 15 anni (età giusta per entrare in una band) mac era troppo impegnato a caliarsi la scuola e mettere musica rock in una radio privata per imparare uno strumento musicale.

adesso, a 36 anni, ha scoperto che garage band è meglio di fottere: si può fare musica anche senza capirci nulla, solo seguendo il proprio istinto. forse è tardi per diventare una rockstar ma non per provare una sensazione straordinaria: ascoltare e riascoltare un brano e pensare soddisfatti "questo l'ho fatto io".